RECENSIONI
"Paolo Avanzi trasferisce il suo interesse per l'aspetto psicologico ed esistenziale dell'uomo nella sua produzione artistica. La sua incursione nell'arte informale lo porta a sviluppare una tecnica originale che si distingue per la decomposizione dell'immagine in una serie di tasselli. Questa scelta conferisce alle sue rappresentazione un aspetto frastagliato, come se venissero osservate attraverso uno specchio rotto. Nonostante l'utilizzo di immagini frammentate, Avanzi riesce magistralmente a dipingere l'atmosfera di un giardino. Il verde spicca contro il cielo e l'abbigliamento, ma il volto, caratterizzato da tratti somatici indecifrabili, sfugge alla tradizionale raffigurazione di un ritratto. L'artista non si interesse a riprodurre fedelmente i lineamenti facciali sulla tela; mira piuttosto a catturare la vera essenza della persona."
Angelo Ribezzi. Enciclopedia dei contemporanei dell'arte, 2023.
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"E' innegabile che la pittura di Paolo Avanzi abbia un elemento primario che la distingue: una rete di ondulazioni, di frammenti, di orme. Segni ora armonici ora geometrici, ora sovrapposti ora tremuli, segni sempre diversi in un continuo ripetersi, in un inaspettato gioco di colori e di luci. C'è dentro tutto. Dal singhiozzar della vita alle riflessioni sui problemi esistenziali : l'attesa, la contemplazione, la femminilità, il potere, la gelosia. C'è dentro la forma rassicurante del volto conosciuto e la posa incerta dell'incomprensione.
C'è la pittura di una realtà che non ci piace, un mondo dove l'astrazione, l'inquietudine, sembrano dilagare dal singolo alla società. C'è l'artista e il suo pensiero, c'è l'artista e il suo multiforme vivere nell'oggi. C'è Paolo Avanzi: " Laureato in Psicologia. Approda alle arte figurative, dopo esperienze in ambiti diversificati, dallo studio del pianoforte alla scrittura di racconti e romanzi". Paolo Avanzi ha come intento quello di liberare la realtà dal dramma della vita, una vita incatenata dalla presenza di spazi appesantiti da segni come catene che ci consegnano il nucleo visivo di una immagine impropria, allusiva. Una immagine, un volto, che subisce la prigionia dello spazio e del tempo, un volto che esce ed entra nel cuore di queste opere dalle tante legate cromie. C'è l'aspirazione ad una vita libera, c'è un'Arte libera, c'è l'Arte di Paolo Avanzi."
Giorgio Falossi. Covid'Arte 2021