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Articolo pubblicato da: Alessandra Zanchi

FRANCIS BACON. MUTAZIONI

La dimensione intima di uno degli artisti più discussi del Novecento


Con l’estate arriva a Bologna la mostra “Francis Bacon. Mutazioni” dedicata ad uno degli artisti più importanti e discussi del Novecento.
Dopo aver fatto tappa a Torino, l’esposizione realizzata da con-fine Art in collaborazione con la Francis Bacon Collection, è in programma dal 1 giugno al 16 settembre nella prestigiosa sede di Palazzo Belloni.
Circa 70 opere, fra disegni, pastelli e collage, realizzati da Bacon tra il 1977 e il 1992, svelano al pubblico la dimensione intima del suo lavoro nel tentativo di scoprire e dare forma alla condizione psicologica e interiore dell’uomo contemporaneo.
“Mutazioni”, a cura di Gino Fienga, è un vero e proprio viaggio intorno alla figura umana, un’indagine in cui personaggi, papi e crocifissioni non sono più solamente solitari protagonisti del proprio spazio ma diventano, altresì, una grande metafora della vita: allegoria della mutabilità delle cose, della volubilità delle emozioni, dell’incapacità delle persone di essere sempre ‘vere’.
Attraverso i suoi tratti potenti, Bacon accompagna il visitatore in un percorso visionario dove si incontrano demoni e verità, dolori e contraddizioni della coscienza che condensano in sé il disagio e l’inquietudine della società del XX secolo.
In questa folla di personaggi, forse una folla di tanti se stessi, emerge una profonda solitudine e una ricerca costante di risposte e di certezze che, probabilmente, non sono mai arrivate.
Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992), intervistato da David Silvester, suo biografo ufficiale, affermava di non avere mai fatto disegni preparatori per i suoi dipinti, ma era ugualmente vero che fin dall’inizio della sua carriera era solito disegnare e lo aveva continuato a fare, riservatamente ma sistematicamente, per tutta la vita.
Come ha scritto Edward Lucie-Smith – uno degli storici dell’arte più conosciuti e apprezzati a livello internazionale – i disegni ed i pastelli sono “opere complete”, che si inseriscono a pieno titolo nell’iconografia dell’artista anglo-irlandese, il quale, negli ultimi anni, rivisitò i temi che aveva in precedenza sperimentato, provando nuove strade formali.
L'opera di Bacon, lo affermava lui stesso, proviene direttamente dall'inconscio, da cui emergono pulsioni, grida e passioni e tra queste non mancano ardite visioni erotiche. La mostra offre un focus esclusivo su disegni poco noti in cui rivela istinti lussuriosi e la sua omosessualità, riuniti in una apposita sala vietata ai minori.
Il visitatore potrà inoltre completare e arricchire il percorso baconiano attraverso fotografie e contenuti multimediali, come l’installazione interattiva di un trittico a specchio deformante per scoprire emozioni e sensazioni suscitate dalla trasformazione e mutazione della propria immagine riflessa.
La mostra bolognese, prodotta da con-fine Art (società bolognese che dal 2016 immagina e realizza percorsi espositivi) prosegue il tour espositivo internazionale della Francis Bacon Collection di Bologna, le cui opere in dieci anni hanno viaggiato da Venezia a Zurigo, da Berlino a Parigi, da Londra a Madrid, fino a Taiwan e Santiago del Cile, ed è corredata da un catalogo realizzato da con-fine Edizioni.
Francis Bacon, nasce a Dublino in Irlanda nel 1909 da una famiglia di origini nobili, che vantava di avere tra gli antenati paterni il filosofo Francesco Bacone. Si scopre precocemente omosessuale, in un’epoca e in una nazione in cui era reato, e diventerà grande bevitore e giocatore sciagurato.
Sofferente d’asma, difetto che lo sminuisce agli occhi paterni, instaura un legame importante con la nonna. Allontanato dalla famiglia per la conflittualità costante che regnava in casa, nel 1926 si trasferisce a Londra, appassionandosi a Nietzsche e al mondo dell’interior design. Uomo controverso, sregolato, che incarna il cliché dell’artista dannato, Bacon sa riconoscere la grandezza dei Maestri del passato, dai quali liberamente si lascia ispirare nelle sue composizioni, da Picasso a Guercino, da Leonardo da Vinci a Velázquez e molti altri. Attento anche alle tecniche fotografiche, le sue opere sono debitrici dello studio delle immagini di Eadweard Muybridge, pioniere della fotografia.
Muore a Madrid, il 28 aprile 1992, per una crisi cardiaca.
Orari
Da martedì a domenica e festivi > h 10-14 / 15-20 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietti
Intero > 12 euro
Ridotto > 10 euro (over 65, studenti da 16 a 26 anni non compiuti, militari e appartenenti alle forze dell’ordine, diversamente abili, convenzioni)
Ridotto gruppi > 8 euro (minimo 15 massimo 25 pax)
Fast lane > 16 euro
I bambini fino ai 5 anni non pagano
I biglietti sono acquistabili durante i giorni e gli orari di apertura della mostra in biglietteria
Biglietti online sul sito di VivaTicket e in tutti i punti vendita affiliati


DOVE: Palazzo Belloni, via Barberia 19 - Bologna

QUANDO: 1 giugno 2018

INFO: Palazzo Belloni T 051 583439

EMAIL: info@palazzobelloni.com

URL: http://www.palazzobelloni.com

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