Paolo Battaglia La Terra Borgese: Nino Costanzo sul professor emeritus University of Virginia e direttore Scavi archeologici americani di Morgantina

Come anticipato dall’Archeoclub - precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese -, si è tenuta nella Chiesa di Sant’Anna, una celebrazione eucaristica in suffragio dell’archeologo Malcolm Bell, a lungo direttore degli scavi di Morgantina e in prima linea nella difesa dell’eredità culturale dell’isola minacciata dai tombaroli e collezionisti senza scrupoli, deceduto il 7 gennaio scorso a Roma all’età di 84 anni, giusta notizia dal sito American Academy in Rome


Paolo Battaglia La Terra Borgese: Nino Costanzo sul professor emeritus University of Virginia e direttore Scavi archeologici americani di Morgantina

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Ecco quanto scrive il giornalista e storico Nino Costanzo:
Alla celebrazione, particolarmente affollata, hanno partecipato un folto gruppo di soci dell’Archeoclub, un nutrito gruppo scout, autorità civili, militari e religiose, nonché amici e conoscenti del professore, tra cui lo scrittore e storico dell’arte don Filippo Vitanza.
Dopo la celebrazione eucaristica, del parroco don Angelo Ventura, ha preso la parola la prof.ssa Lilia Raffiotta, la quale a nome dell’archeologa Serena Raffiotta e del giudice Silvio Raffiotta, ha tratteggiato la figura del prof. Bell da semplice studente di archeologia fino a direttore della Missione americana a Morgantina negli anni ’80. La lettrice si è, anche, soffermata alla battaglia sostenuta dal professore per far rientrare, dagli Stati Uniti, pregevoli opere trafugate da Morgantina negli anni ’70, tra cui la famosa Dea del V secolo a.C., opera di un discepolo di Fidia.
È il caso di ricordare che mercoledì 30 maggio 2018, presso la sala convegni (ex Chiesa dei Padri Cappuccini) del Museo archeologico regionale di Aidone, si è tenuto un evento su “La Dea di Morgantina: Come raccontarne la storia, la cultura e il patrimonio artistico” promosso dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia e dal Circolo culturale “Cordova-Scovazzo”, col patrocinio del Comune di Aidone.
Al tavolo dei docenti/relatori, oltre al critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese (e lo stesso Nino Costanzo, ndr): Giuseppe Martorana, giornalista; Maria Rosaria Bonanno, storico dell’arte; Enrico Caruso, già direttore del Museo regionale di Aidone; Cataldo Salerno, presidente dell’Università Kore di Enna; Carlo Alberto Tregua, direttore del Quotidiano di Sicilia.
Non figurava tra i relatori, per come anticipato a suo tempo, Malcolm Bell che dispiaciuto dell’incontro del 30 maggio, dichiarava “purtroppo le prenotazioni aeree per la partenza dalla Sicilia negli Stati Uniti sono un ostacolo insormontabile evitando la mia partecipazione”, esprimendo il suo sincero rammarico di non potere essere presente.
Malcolm Bell non si è sottratto a delle brevi osservazioni sulla statua
Tuttavia, alla vigilia dell’evento, poche ore prima della partenza, il prof. Malcolm Bell non si è sottratto a delle brevi osservazioni sulla statua.
Nella grande statua, diceva Bell, Aidone possiede una delle opere greche più belle e significative dell'Italia, degna di essere esposta in qualsiasi museo.
Nell'antichità, le statue di culto - cioè, le immagini degli dei venerate all'interno dei templi antichi- erano giudicate le opere più importanti di tutte, come ci fanno ricordare lo Zeus di Olimpia o Atena del Partenone, tutte e due della mano di Fidia.
Le statue di culto sono oggi di una straordinaria rarità, quasi tutte andate distrutte dal tempo o dal pregiudizio religioso.
Quando parliamo della Dea di Morgantina, non è inadatto citare il nome di Fidia, il più grande scultore dell'epoca greca, perché è ben possibile che l'artista della Dea fosse un allievo del grande ateniese, che avesse lavorato egli stesso sul Partenone ed avesse imparato direttamente dalle sculture esposte sull'acropoli di Atene nell'ultimo quarto del quinto secolo a. C.. Il rapporto con Fidia e con la sua scuola è dimostrato dalla suprema maestria del nostro scultore nella realizzazione delle diverse qualità della stoffa dei ricchi vestiti, che soffiati dal vento rivelano nella loro trasparenza il corpo sotto, o raggiungono anche una straordinaria materialità nei vestiti più pesanti e resistenti all'aria. Si tratta di un vero capolavoro, scolpito in una maniera molto espressiva nel delicato calcare della Sicilia, con la testa e gli arti aggiunti in marmo importato. Si tratta di una splendida e fragile scultura che per motivi storici e culturali non dovrebbe mai lasciare la sua base nel Museo di Aidone. È l'opera che fa del museo, che già contiene altri notevoli tesori, una tappa essenziale per cittadini e studenti, per gli amatori dell'arte, per tutti coloro che vorrebbero avere l'esperienza di trovarsi di fronte una potente dea greca dell'epoca classica. Chi volesse davvero conoscere la definizione del classico come idea dovrebbe recarsi ad Aidone.
Diceva ancora Bell: Ed ora che il Museo di Aidone, contiene opere che tutti devono vedere ed imparare ad amare, si deve anche riconoscere che Morgantina era la loro vera casa nell'antichità, e che il bellissimo sito della città è in effetti l'altra metà della duplice esperienza del passato che oggi offre Aidone. La naturale conseguenza di una tale dichiarazione è che il sito ed il Museo sono in effetti due aspetti della stessa cosa, e che nella loro unicità rappresentano un tesoro da apprezzare e mantenere secondo le più alte e corrette procedure e metodi.
Purtroppo oggi, diceva infine il prof. Malcolm Bell, il sito non offre ai visitatori, alle scolaresche e agli stranieri, un esempio della buona manutenzione di cui è pienamente degno. È la mia fervente speranza che con il vostro aiuto, e con una voce alta e unanime, possiamo tutti convincere le Autorità a fare molto di meglio. La grande Dea e il bellissimo sito lo meritano.
Nino Costanzo